Cassintegrato fa lo sciopero della fame

 

 Adriana Pollice, NAPOLI, 26.8.2014 “Il Manifesto”

Fiat Pomigliano. "Continuerò fino a quando non ritroverò la dignità con il lavoro"

 

Venerdì scorso ha deciso di smet­tere di man­giare, di bere e di assu­mere far­maci fino a quando non ricon­qui­sterà la «dignità per­so­nale ria­vendo il lavoro». In caso con­tra­rio andrà avanti fino «alla morte, se non ritro­verò me stesso per la strada». Così ha scritto su Face­book Anto­nio Fro­so­lone, 51 anni, ope­raio Fiat dello sta­bi­li­mento Giam­bat­ti­sta Vico di Pomi­gliano d’Arco, dislo­cato sei anni fa nel reparto logi­stico Wcl di Nola, chia­mato anche «reparto con­fino», dove il Lin­gotto ha spe­dito tre­cento ope­rai in per­pe­tua cassa inte­gra­zione dal 2008. Sei giorni sono già pas­sati senza che abbia assunto cibo né i far­maci per il dia­bete e la car­dio­pa­tia.
La dispe­ra­zione dei lavo­ra­tori di Nola va di pari passo con la rab­bia: Pino De Cre­scenzo, 44 anni, si è impic­cato a feb­braio, a mag­gio si è tolta la vita Maria Baratto, 47 anni, inflig­gen­dosi una serie di col­tel­late. Dopo l’ultimo sui­ci­dio, a giu­gno, i lavo­ra­tori di Nola ave­vano pro­te­stato insce­nando davanti ai can­celli del reparto Wcl l’impiccagione di un mani­chino con la foto di Ser­gio Mar­chionne sul viso. Per que­sto in cin­que sono stati licen­ziati.
La pre­oc­cu­pa­zione per lo scio­pero della fame di Anto­nio Fro­so­lone è alta, al punto che i col­le­ghi hanno aller­tato i cara­bi­nieri di Var­ca­turo, dove vive. «Ho postato il mio pen­siero per­ché non volevo che mi ritro­vas­sero dopo giorni com’è suc­cesso a Maria Baratto — rac­conta Fro­so­lone -. Mi ha col­pito la vici­nanza dei tanti col­le­ghi che da sabato si stanno alter­nando a casa mia. Ho risco­perto la rete di soli­da­rietà tra ope­rai che non vedevo più dai tempi della fab­brica, quando ci aiu­ta­vamo l’uno con l’altro». Con nes­suna pro­spet­tiva di rien­tro a lavoro e la cassa inte­gra­zione per­pe­tua, da due mesi per Anto­nio è arri­vata anche la sepa­ra­zione dalla moglie: «Smet­terò solo se ria­vrò il mio lavoro — con­clude Fro­so­lone -. La cig sem­bra non finire mai e, senza il mio impiego, ho perso anche la mia fami­glia. Quando è comin­ciata la cassa inte­gra­zione, sem­brava solo un breve periodo nero: poi le cose sono peg­gio­rate. Mi è stata tolta la dignità».
Nola è una pol­ve­riera, per tenere la situa­zione sotto con­trollo la Fiat ha annun­ciato la crea­zione di ses­santa posti di lavoro al reparto Wcl: ses­santa posta­zioni su cui dovreb­bero ruo­tare tre­cento lavo­ra­tori. L’operazione del Lin­gotto ha lo scopo di con­sen­tire un altro anno di cassa inte­gra­zione straor­di­na­ria per ristrut­tu­ra­zione, ma è solo un tirare a cam­pare.
I lavo­ra­tori del polo logi­stico e i circa due­mila dello sta­bi­li­mento Vico di Pomi­gliano fuori dalle linee di pro­du­zione chie­dono che venga esteso anche a loro il con­tratto di soli­da­rietà, con un pro­gres­sivo assor­bi­mento nei reparti che pro­du­cono la Panda.